Immedisimazione nello spirito femminile

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Distesa

distesa sul bagnasciuga della spiaggia sono conchiglia spezzata
in me non s’ode l’eco del mare o dei giorni che suonavano a festa

distesa gli occhi al cielo che m’osserva e conta nell’iride specchiato
infinite pietre di sale perdute e  delle sue curve distese m’investe

distesa a pregare con le parole annodate alla gola
che nel silenzio assoluto  il suo nome ha sillabe infinite

infinite come galassie e stelle incise nel mio sguardo
infinite come quel brivido che sembra trafiggere il cuore
ma che il cuore invocando anela.

21 luglio ’04


Filo sottile

E’ un filo sottile
d’acciaio e di seta,
son corpi scolpiti
di roccia e di creta.

E’ un attimo smarrito
semplice testimone d’infinito
sospiro di fuoco e di vento
vita raccolta è sospesa
fugace lasso d’un momento.

 

E’ adesso, è sempre.
Baleno di luce svelato e celato
che il cuore nel buio protegge

E’ battito dei sensi che freme.
E’ qui, adesso e sempre.


Il respiro del tempo

Il respiro del tempo

L’ansia del tuo nome nei miei polmoni
ed il respiro che s’affanna incerto balbuziente
incespica sulle tue vocali s’arresta sulle tue consonanti
consonanti morbide e taglienti come piume come lama.

Il respiro del tempo colora d’azzurro il tuo viso
come un monte lontano all’estremità dell’orizzonte
e tu fiume ora lento ora impetuoso saziavi la mia sete
sete del chiamarti piano in sussurrate sillabe.


Sillaba spezzata

Più che altro
ho lasciata indifesa la mia ingenuità
che alcune mi chiamano cucciolo
e cucciolo io sono.

Più che altro
ho tentato di nascondere l’uomo
che alcune mi chiamano ephrem
ed ephrem io sono.

A volte di rado
ho scoperto le mie carte bianche
che alcune mi chiamano Emi
Emi – come sillaba spezzata – io sono.

Più che altro
ho tentato di mostrarmi come sono
che in tante mi chiamano cucciolo
ma il mio nome è Emilio.

Più che altro
ho coperto e spezzato il dolore con i versi
che alcune hanno amato ephrem
ma il mio nome è Emilio.

Emi – come sillaba spezzata – io sono.


Le ali non bastano

Ali non bastano

per volare ci vuole cuore

ed il cuore 

scivola tra le mani

e le mani tremano

tremano di dolore.

Ali non bastano

per volare ci vuole amore

e l’amore

scivola tra le mani

e le mani fremono

di struggimento fremono.

Ho lasciato 

piume sul divano

bianche come panna

sul divano nero

nero d’eclissi.

Ho lasciato

tra gli scaffali

leggere parole e silenzi

che per volare

le ali non bastano.


Delirio

Delirio di fuga e fuggire da me
dalle mie emozioni e dai mille tormenti
fuggire volando da ogni dove.
Che ali eran il mio ed il tuo nome
eran ali i nostri nomi.
Fuggire volando da ogni dove
Portandomi appresso in segreta follia
il mio ed il tuo cuore…


Ecco i miei anni allineati

Ecco i miei anni allineati. Sono folate di vento
ecco i miei gesti come giochi dispersi nel tempo

ed il sapore di menta un’arancia rossa sbucciata
c’era una pineta dalle foglie azzurre il mare color notte.

Ecco i miei baci schierati, sono spruzzi d’acqua dolce
ecco le mie carezze disperse perdute dita smarrite

c’erano scogli bianchi come farina il mare color notte
lune di panna e vaniglia e profumo di ginestra e gelsomino.

Ecco le tue mani disegnano nubi nella mia mente
sconfinate parabole poi scompaiono. Eccolo il tuo nome
la tua voce il tuo sorriso gli occhi chiusi come in un sonno

ecco le tue parole che tornano senza la tua bocca le tue labbra
tornano decomposte in sillabe di piombo
come fronde di cartapesta fiori di rame
e lune in un barattolo di latta

ecco le parole senza storia una matita di stoffa
un disegno che traccia silenzi come punteggiature
come spine e lame ed io sono carne
sono rivolta sono impaziente attesa
ecco le gioie a perdere

eccola la tua assenza.


Perduto amore

Perduto amore la bocca muore
sulle labbra del tempo sulle ciglia d’un sogno
infine vento, vento che separa, vento che riunisce
cio’ che é come un oceano immenso lontano
che trascina in vortici caldi i ricordi.

Che ho una profonda malinconia nell’animo
e nel cuore e tu sai delicatamente coglierla
come se fossi in me tu sai descriverla


L’altra notte

L’altra notte ti ho sognato
senza terra sotto i piedi
ti ho sognato
senza scarpe ne camicia
ti ho sognato

ma ali sulle dita che mi sfioravano
e pochi spiccioli di tempo tra le mani
così ti ho sognato
quasi povera di parole
sprovveduta e incredula
che la tua voce giungesse
come le foglie sfrondate
umide di terra bagnata.

L’altra notte ti ho sognato
senza cielo su di noi
ti ho sognato
che il cielo era nel cuore
e il cuore terra fertile

e mare oceano in noi sul tuo corpo
le onde come fionda dell’anima
così ti ho sognato
quasi superba nel silenzio
sicura temeraria e folle
che gli occhi scomponevano
come gemme senza tempo
le mie emozioni candide

Così ti ho sognato
nuda avida e sincera
inappagata e di brama illusa
ed inane nel sonno
come folle sognando
ti cercherò ancora.


Inclinata

Inclinata verso un respiro che sfiora i sogni
seguo un tragitto che scompare agli occhi
e ricordi sembran spine m’inchiodano il cuore
m’inchiodano alla tua luce ch’appare


I mesi sono conchiglie vuote

I mesi sono conchiglie vuote che si susseguono
i giorni col sapore d’un sipario chiuso sulla scena
qualche preghiera serve a schiarire il colore dell’anima
in questa solitudine immensa come note perse nell’universo
forse ancora qualche passo verso il porticato a ripararmi
ripararmi da pioggia e vento che spengono un accenno d’estate
o stare qui sotto questa tenda di gocce fitte e calde… calde…
che gocce hanno forse sfiorato il suo respiro lassù tra le nubi
e nessun desiderio a rassegnarmi al destino che dona e toglie
toglie e strappa un po’ di me un po’ di quel che resta e ama ancora
ama ancora e la mia vita non puo’ essere una tragica commedia.


Ho i suoi occhi

Ho i suoi occhi incisi nei miei
le sue mani scolpite nelle mie
il suo corpo é intriso nel mio

Ho piedi e gambe tra le sue
e ancora tra le mie cosce é
il suo membro che vibra vive

mi annienta e mi riporta in vita.


La fiaba

La fiaba ha orchi e demoni
castelli incantati e mele avvelenate

La fiaba ha lieto fine per pochi
e si finisce sempre con la parole fine

La fiaba é lupo é drago velenoso
che tutto questo vive nell’anima, nella mia
e nella vita si finisce sempre con le mani sporche.


Capire?

Capire? Non c’è nulla da capire.
L’amarsi é una guerra senz’armi ma con mille ferite.

Capire? Non serve a nulla capire.
L’amarsi é una pace che sfinisce brucia forze eppure lenisce.

Che capire a volte é sapere distaccarsi,
guardarsi vivere da lontano e da lontano amarsi.

Che capire spesso é: non porre domande,
che rispondere é difficile se la rispota in noi é celata.

L’Amore é semplice, ricordi?
E’ come bere e come respirare
é ancor più facile farsi del male…


A volte

A volte bastano pochi giorni poche ore
basta poco e niente
per squarciarti l’anima spaccarti il cuore
che non rimangono che brandelli di te sparsi per casa
per le strade su ogni cosa che t’ha vissuto

Tutto l’amore perso nel gioco perverso del vivere

Che la mia luce brilla come un sole nero
e son troppo pavida per morire
troppo stanca per vivere senza di Lui.
–/–

Che nel buio nell’ombra qualcosa trafigge la paura
un filo di luce rende forma all’apparente vuoto

L’Amore non finisce con un cenno della mano
e l’averti sfiorato appena é già un dono divino…
Il dolore é la nebbia dell’anima

la mia mano tesa scompare nella bruma
Forse sto svanendo
forse son già svanita
e non sono mai esistita


Neppure

Neppure riuscire a sfiorarmi il pube
che le mie mani sono le tue mani
a sfiorarmi la pelle che le dita leggere
hanno il tuo sapore la tua sostanza.

Neppure riuscire a rasentar le labbra
ogni cosa che le sfiori nella tua bocca le tramuta
perfino l’aria che lambisce e muove i capelli
é come il tuo inaccessibile negato respiro.


Il vuoto

Il vuoto non lo colmi per disperazione
con briciole di pane con gocce di vino.

L’amore con l’amore si paga dice una canzone
l’amore dell’amore si nutre rispondo stonata io.

Il cuore può fermarsi ed io continuerei a vivere
il cuore a volte é un superfluo battere di mani

che si chiude il sipario sulla scena spoglia
io nuda muta e pallida recito l’ultima strofa.

–/–

 

Ho cercato parole nel pozzo del mio cuore
nel buio e nel fango giacevano smarrite
che rimane di quel che vibra di un emozione?

Ho cercato parole nel pozzo del mio cuore
nel bianco candore d’un cielo di nuvole affrante
che rimane di ciò che arde di una passione?

Ci illudiamo d’amare per pochi attimi di vita
né fango né nubi nel bianco e nel nero
in quel che rimane nel petto ci sfiorerà le dita.

L’amore é l’ombra effimera
d’un indomito destriero che fugge. 


L’anima é uno straccio

L’anima é uno straccio di panno consunto
e non c’è nota che un colore pallido l’abita.

L’amore per Lui era infinito come il pensiero
come l’attesa di un giorno d’una notte nuovi.

Trattengo tra le mie mani le sue carezze
come boccioli d’un’alba pallida e diafana.

Le sue carezze come lunghi sospiri d’argento
e labbra come petali come profumo di vita


Le sue parole

Le sue parole erano petali di rosa sul mio cuore
erano acqua di rugiada sulla mia fragile anima.

Le sue parole hanno ancora potere e forza
il mio sangue scorra nelle vene solo per Lui.

Accedi al mio cuore attraverso il vento
vento che raccoglie il tuo respiro dalle nubi
e le nubi lo depongono su me come balsamo.


Lui stacca

Lui stacca spine dalle rose
e m’offre profumi di rugiada
nel cupo presagio del cielo
improvvidi fremori e spasmi
mi colgono ad ogni sua assenza.

Lui a me é sempre accanto
pur se lontano m’accudisce cuore
e anima sorride tra le nubi
squarci d’azzurro ci stupiscono
il mio sguardo é nei suoi occhi.

                                                                       —/—

Strada costellata di comete d’acciaio a trafiggere
il costato l’anima il cuore il ventre le mani i piedi
gli aculei nelle parole d’amore sono un dolce dolore.

Eccomi qui nuda ed inerme di fronte al fuoco
alle fiamme d’una passione nata senza fiato
d’un amore abbandonato greve a se stesso 
come un cane randagio
passeggero clandestino dell’anima.


Scrivi

Scrivi! Ci sono parole perdute nel fondo del cuore
parole sconosciute alla tua bocca e ai tempi
ai tempi che attendevano sicuri e pazienti
che giungesse il giorno delle messe d’un sole nuovo.

Scrivi! Che parole messe lì in quel lato scuro della mente
ove tieni le cose a te più care ove custodisci i sogni del domani
sono come un seme di speranza come quel bagliore labile
labile e meraviglioso d’una cometa ch’attraversa la tua vita.

Scrivi! Che non si spezzi quel filo sottile di luce tra le eclissi
quel suono che riflette l’eco d’un futuro che ci attende e indugia
non c’è tempo da perdere nel scoprirsi e non smarrirsi inutilmente
in quell’amore che pare spegnersi e poi rivive che par morire e poi risorge.


E’ così difficile

Mi é così difficile leggere il cuore che ho lingua impastata di ricordi
di lingua a lingua senza respiro e pelle a brivido scivolosa e madida.

Accasciata al suolo o in piedi diritta come quei giorni senza dubbi
in me stessa mi perdo ed é filo solo il colore dei miei capelli su di te.

Mi é così difficile capire decifrare accoglierti come una pagina
o come foglia come quelle passeggiate sopra i passi già vissuti.

Ho lanciato sassi in aria che le nuvole hanno colore del tuo sguardo
sono una Penelope dalle attese di sale e sabbia stringo il tuo nome.

Sì insensata stringo il tuo nome ai miei capelli e la lingua ha monosillabi
che t’inseguivano come una canzone ed io non t’invoco ma ti canto…


Solenera Sehnsucht

Che forse gioia e comete scorrono nello stesso cielo
e le nostre vite s’intrecciarono come il vento dell’universo
e come l’universo s’espansero e ora divergono

Che l’essere lontani tra noi non é ancora abbastanza
non ancora abbastanza ed il tuo silenzio é quello di soli lontani
di comete di stelle lontane di buchi neri nell’animo che implode

E come cometa tu scomparisti portando a folate scompiglio
capelli in disordine in quei giorni scombinati di nude braccia
di terra sulle labbra di pioggia e sabbia negli occhi senza lacrime

Che gioia e comete scorrono in altri cieli
e l’essere lontani non é ancora abbastanza
nei tuoi silenzi di soli e stelle senza luce…


Red sunset

Non ricordo né strade né balconi…

Solo nebbia senza sorriso sulle mie guance esangui…

Una corsa di pensieri senza scia nelle ore sbiadite della notte

Neppure un refolo di note che il cuore possa battere ancora

Non erano alcune tue parole disunite

i tuoi gemiti su l’intuizione di amare.

Non un dipinto che non c’era tempo… tiranno!

Ma erano solo un eco i passi infiniti.. i nostri?

E tutto l’amore per me?

E ogni mia goccia… e ogni mio respiro…?