Immedisimazione nello spirito femminile

Il tempo

Perduti e sperduti nel mare, l’orizzonte immenso e uguale a se stesso non ci offre null’altro che una linea retta senza méta. Aggrappati ad una qualche boa di salvataggio, attendiamo un segno, un suono amico, un profilo di terra conosciuta o sconosciuta, una mano tesa verso il nostro cuore che sobbalza al ritmo delle onde.

Tutti noi così, avvinghiati ad un qualcosa che ci tiene a galla: il ricordo d’una voce, d’uno sguardo, aggrappati alla nostalgia d’un attimo, unico, irripetibile ed irriproducibile. Aggrappati alla vita che ci offre giorni apparentemente insignificanti ed uguali, una linea retta come quell’orizzonte che ci spaventa, aggrappati ad attimi di felicità che fuggon via, come il baleno d’una stella nel cielo.

Leggiamo nei versi:

“Eppure dell’amore
che accoglie e raccoglie gli attimi
attraversa e sconvolge
esalta e frastorna la mente
nulla si perde né si spegne.

Siamo piccole lanterne di Dio.”

Nulla si perde né si spenge, nulla. Quell’orizzonte immenso e sconfinato che ci fa paura, diviene un nulla a confronto di quel o quei meravigliosi attimi che teniamo celati (comete, stelle filanti preziose) nel nostro cuore. E questo bagliore a volte pur impercettibile non svanisce e ci lega all’infinito.

Io non dimentico.

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